11 Febbraio 2009

Semplicemente

sparire.
E' fin troppo facile farsi dimenticare.

 
25 Novembre 2008

Paroxetina naturale contro il panico micidiale

Ho un personalissimo modo per affrontare gli strali dell'ansia quotidiana: nel vortice del cambiamento aberrante e dell'incertezza che paralizza io mi aggrappo a tutto ciò che di immutabile e rassicurante c'è.

Del tipo sapere che:

- la prossima canzone dei Red Hot Chili Peppers sarà assolutamente simile alle precedenti;

- la prossima canzone di Ligabue è assai probabile che possa essere altamente simile alle precedenti;

- gli uomini non cambiano e noi donne siamo così;

- Caterina Balivo si vestirà sempre male e la De Filippi non avrà mai una voce gradevole;

- ogni volta che indosso i guanti, esattamente un secondo dopo averli indossati, qualcuno mi chiederà di fare qualcosa fattibile esclusivamente a mani nude;

- Federico Moccia ad ottant'anni avrà ancora una voce da prepubere;

- Chi partecipa ai quiz televisivi chiede sempre l'aiutino e se può salutare tutti quelli che lo conoscono;

. Il trash non lo guarda mai nessuno ma poi ne parlano tutti.

- Marzullo sarà sempre uguale a sé stesso, qualsiasi cosa accada, sempre piano piano, poco poco, sottovoce come piace a lui.

Insomma cose così. Piccole cose. Che non cambiano mai. Almeno loro.

 
24 Novembre 2008

niente di originale

solo che prima o poi, nonostante tutto, finisce per accadere qualcosa di  così incredibilmente buffo che ti rendi conto di poter ridere di nuovo.

 
29 Ottobre 2008

Rivelazione

 
21 Ottobre 2008

Se telefonando

io potessi dirti addio ti chiamerei.


Invece il telefono peggiora le cose. Amplifica la mia inadeguatezza di donna che predica bene e razzola male. Lallero lallero corsi e ricorsi storici lallero lallero. Me la canto e me la suono. Inganni e autoinganni. Metto in dubbio. Ho perso il certificato di autenticità di ciò che provo. Non capisco se ci tengo davvero, se sto male sul serio, se penso quel che dico, se voglio ciò che faccio. Forse è solo un punto morto dentro la sceneggiatura. Magari stanno mandando la reclàme.

Musica. Consigli per gli acquisti.


Se telefonando potessi evitare di parlare di cazzate ti chiamerei. Se telefonando io potessi emendare i miei errori, le mie cadute nel patetico, le mie bambinate e avessi il coraggio di vedere le cose così come sono ti chiamerei. Se telefonando io potessi comportarmi da vera donna ti chiamerei. Se telefonando io potessi capirti fino in fondo ti chiamerei.
Invece ti chiamo e non sono nemmeno capace di dirti l'unica cosa sensata che ci sarebbe da dirti. Basta.

 
15 Ottobre 2008

La Grecia non e' un buon posto per l'oblio

soprattutto se ti ospitano in una casa in cui c'e' la parabola che prende la tv italiana e tu ti ritrovi il nuovo video di Ligabue sparato negli occhi alle nove del mattino...

Io con Ligabue sono un po' in rotta ultimamente... eccheccazzo poi, proprio lui doveva scrivere questa canzone?

"Cosa c’entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E che se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu
Pomeriggio spompo di domenica
Come fanno gli altri a stare su
Non arriva neanche un po’ di musica
Quando qui manchi tu
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
Cosa c’entra quel tramonto inutile
Non ha l’aria di finire più
E ci tiene a dare il suo spettacolo
Mentre qui manchi tu
Così solo da provare panico
E c’è qualcun’altra qui con me
Devo avere proprio un aria stupida
Sai come è manchi te
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammi indietro il mio pensiero
Dev’esserci un modo per lasciarmi andare
Cosa c’entra questa notte giovane
Non mi cambia niente la tv
E che tristezza che mi fa quel comico
Quando qui manchi tu
E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammi indietro il mio pensiero
Dev’esserci un modo per lasciarmi andare".

In culo l'autoreferenzialita'.

 
10 Ottobre 2008

Cronache tascabili (dalla Grecia)

Buone nuove. Ancora viva, ancora pensante, ancora entusiasta. Ed oltre.
Da Zacinto, isola natale del povero Ugo Foscolo, isola che se ne sbatte altamente di Ugo Foscolo e il cui poeta di riferimento e' un certo Dionisos Solomos con tanto di statua, mustacchi, piazza e museo. E io che speravo di vedere una casa natale, o almeno la proiezione della tomba del fratello Giovanni, o al piu' quella della vecchia marpiona di Diamantina Spatis, madre dell'Ugo. Ma niente. In compenso vedo isole in mezzo a mari d'ametista, calette calette calette in cui si riproducono tartarughe caretta caretta, segnali stradali che non portano da nessuna parte ma sono finalizzati esclusivamente a involtolarti lo stomaco facendoti affrontare epiche salite e infiniti curvoni inutili, a picco su precipizi  sugarfree e tanti saluti al guard rail. Pensando ad Attanasio cavallo vanesio mi rendo conto di un po' di cose: che in Grecia hanno un modo piuttosto disinvolto di calcolare e indicare le distanze - laddove il contachilometri corre e avanza come un matto ma sempre 24 km ti restano da fare - che i televisori ultrapiatti sono lo status symbol del momento per il greco medio - dall'infinitamente grande degli anni 50 americani con villazze e piscine all'infinitamente piccolo dell'Europa nuova di oggi, con telefonini ini ini e schermi al plasma stile sottiletta - e che da quando sono qui mi sento ogni giorno sempre un po' piu' irrimediabilmente fatalista, specialmente quando sento le palline degli oi koboloi che si incocciano tra le dita degli uomini greci - facce silenziose, tuttigusti - immancabilmente.



al prossimo Internet point allora...

 
08 Ottobre 2008

Globalizzazione

Da Sami, isola di Cefalonia, in un tripudio di bar che inneggiano al mandolino del capitano Corelli al pianeta Giovani.it nello spazio di lunghissimi e allo stesso tempo brevissimi secondi (dipende quanto sei abituato all ADSL!).
Qui ci sono troppi posti dove sarebbe bello morire e l aglio protegge mostri architettonici. Si sputa sui bambini e la supersistizione si unisce al Credo mentre barbuti papas viaggiano con un dente solo in toyota rossa scassate nella valle della morte...

avrete presto mie notizie, forse... fti sto pedi...

 
04 Ottobre 2008

Uscita di sicurezza

 

Come farò

Come farò
a diventare antico
almeno fino ai secoli in cui un demone
sveniva in ogni bianco giglio
e l'universo era già tutto scritto
in un rampante agreste mosaico?
Essere un angelo che dice
dalla bocca Iesu Iesu in un dorato cartiglio
al tempo delle pietre preziose che avvelenavano.
Lasciatemi uscire da questa vita,
non dalla vita, signor Cristo.
Vi sono anime fatte per domandare
e altre per rispondere:

la mia è una persiana verde con due occhi dietro,
la mia è un remo rosso tra i vivai di cozze
che il pescatore aggira sullo Ionio
lentamente immergendolo
in quell'azzurro che non sa mentire.


Vittorio Bodini.

click.



A presto, forse.

 
01 Ottobre 2008

STop

Sono stanca di voler essere.
Sono ciò che sono.
Sono inutili le citazioni colte, i motti di spirito, la filosofia e tutto il resto.
Quelle sono altre persone, vissute in altri tempi e in altri modi, non sono io, non è farina del mio sacco.
Io vivo banalmente nella parte terminale, nel retto fetido dell'umanità e mi ritrovo a masticare il già masticato, il già detto, il già pensato.
Sono un essere ruminante e solo ora capisco di avere in testa merce che è di seconda mano da un'eternità.
Eppure sono capace di provare stupore.
Perché è così meravigliosa la vita se si tratta poi in fondo soltanto dello stesso medesimo film datato, visto e rivisto migliaia di milioni di miliardi di volte?
La verità è come l'uovo di Colombo. Sta nel fatto che la vita che vivo è la mia. Non quella di Socrate, non quella di Pirandello, non quella di Elvis, di Martin Luther King, della Regina Elisabetta, del Mago di Zigo Zago, né quella di qualsiasi altro, ma la mia, la mia, la mia.
Non importa che il valzer sia sempre lo stesso quando sei tu a ballare. Anche se ripeti i passi che qualcuno ha inventato, ha tracciato e ha danzato prima di te,la musica ti apparirà inspiegabilmente diversa quando arriverà il tuo turno di scendere in pista.
Se è impossibile essere originali pazienza. Anche la ripetizione è un'arte che conosce guizzi imprevedibili.
Avere consapevolezza di ciò che si è non è uno scherzetto, è già un traguardo.
E imparare ad essere sé stessi non è un passatempo poi così scontato dopotutto.


P.S.: Il pippone qui sopra è il frutto di un lancinante mal di testa che mi pesa sugli occhi da circa un'ora e tre quarti. E anche della prospettiva di disoccupazione prolungata che mi attenderebbe. Detesto sentirmi ripetere che ho la vita in mano. Se così fosse rischierei di stritolarla e stracciarla con le mie unghiacce nere e affilate. Per la cronaca.

 
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